Codice Taric

Codice TARIC: cos’è, come trovarlo e come usarlo per spedire all’estero

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Se devi spedire un pacco fuori dall’Unione Europea — in Australia, negli USA, in Giappone o in qualsiasi altro Paese extra-UE — prima o poi ti imbatti nel codice TARIC.

È uno dei dati obbligatori nella documentazione doganale, ed è spesso la causa principale di pacchi bloccati in dogana o di sanzioni impreviste.

In questa guida trovi tutto quello che ti serve: cos’è il codice TARIC, come è strutturato, dove trovarlo, come cercarlo su AIDA, quali errori evitare e quando ti serve davvero — con esempi pratici di prodotti italiani tra i più spediti all’estero.

Cos’è il codice TARIC

TARIC è l’acronimo di Tariffa Integrata Comunitaria (Integrated Tariff of the European Communities). È il sistema utilizzato dall’Unione Europea per classificare tutte le merci negli scambi commerciali con i Paesi extra-UE.

In pratica, il codice TARIC è un numero di 10 cifre che identifica in modo univoco ogni tipo di merce. Grazie a questo codice, le autorità doganali sanno esattamente:

  • quale aliquota di dazio applicare alla merce in importazione
  • se esistono restrizioni o divieti per quella categoria di prodotto
  • se sono richieste autorizzazioni o licenze speciali
  • se si applicano dazi antidumping o misure di salvaguardia

Il TARIC è stato istituito dal Regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio ed è gestito dalla Commissione Europea, che lo aggiorna continuamente. In Italia, la versione nazionale è consultabile attraverso la piattaforma AIDA dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che integra i dati europei con le specifiche fiscali italiane (IVA, accise).

💡 In sintesi: il codice TARIC è il “codice fiscale” della tua merce per la dogana europea. Senza di esso, o con un codice sbagliato, la spedizione rischia di essere bloccata, tassata in modo errato o rispedita al mittente.


La struttura del codice TARIC: da 6 a 10 cifre

Il codice TARIC non nasce da zero: è costruito su livelli progressivi di classificazione, ognuno dei quali aggiunge un dettaglio maggiore sulla merce.

[ 2 cifre: Capitolo ] → [ 4 cifre: Voce ] → [ 6 cifre: Sottovoce SA ] → [ 8 cifre: Nomenclatura Combinata ] → [ 10 cifre: TARIC ]
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📌 Esempio:
Vediamolo nel dettaglio con un esempio concreto — un computer portatile:

LivelloCifreCodiceSignificato
Capitolo284Macchine e apparecchi meccanici
Voce48471Macchine per elaborazione automatica dati
Sottovoce SA68471.30Macchine portatili, peso ≤ 10 kg
Nomenclatura Combinata88471.30.00Suddivisione UE per statistiche e dazio
TARIC completo108471.30.00.00Sottovoci specifiche UE + misure addizionali

Le prime 6 cifre: il Sistema Armonizzato (SA)

Le prime sei cifre derivano dal Sistema Armonizzato (SA), uno standard internazionale sviluppato dall’Organizzazione Mondiale delle Dogane (OMD) e adottato da oltre 200 Paesi. Questo significa che le prime sei cifre del codice TARIC sono le stesse in tutto il mondo: un computer portatile ha lo stesso prefisso SA in Italia, in Giappone e in Australia.

Il SA si divide in:

  • 21 sezioni (grandi categorie merceologiche)
  • 99 capitoli (es. capitolo 84 = macchinari)
  • Voci (4 cifre) e sottovoci (6 cifre)

Le cifre 7-8: la Nomenclatura Combinata (NC)

Le cifre 7 e 8 formano la Nomenclatura Combinata, specifica dell’Unione Europea. Servono per:

  • le dichiarazioni Intrastat (scambi commerciali intra-UE)
  • la determinazione del dazio doganale comune UE
  • le statistiche del commercio estero europeo

Le cifre 9-10: il TARIC vero e proprio

Le ultime due cifre sono quelle TARIC propriamente dette. Vengono utilizzate per merci soggette a:

  • aliquote di dazio variabili in base al Paese di origine
  • dazi antidumping o compensativi
  • misure di sospensione tariffaria
  • contingenti tariffari

In molti casi queste ultime due cifre sono “00”, ma è fondamentale verificare sempre, perché un “00” sbagliato può costarti dazi aggiuntivi o il blocco della spedizione.


TARIC, HS e Nomenclatura Combinata: le differenze

Questi tre sistemi si confondono spesso. Ecco la distinzione rapida:

SistemaCifreUsato doveGestito da
HS (Sistema Armonizzato)6In tutto il mondo (200+ Paesi)OMD (Organizzazione Mondiale Dogane)
NC (Nomenclatura Combinata)8Solo Unione EuropeaCommissione Europea
TARIC10Solo Unione Europea, import/export extra-UECommissione Europea + Agenzia Dogane IT

Quando spedisci dall’Italia verso un Paese extra-UE, hai bisogno del codice TARIC a 10 cifre per la dichiarazione doganale italiana. Il Paese di destinazione userà il suo codice HS o equivalente per gestire l’importazione.


Come trovare il codice TARIC su AIDA (passo per passo)

AIDA (Automazione Integrata Dogane Accise) è il portale ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana. È lo strumento più completo per trovare il codice TARIC corretto perché mostra anche IVA e accise applicabili in Italia.

Procedura step-by-step

Passo 1 — Vai su aidaonline7.adm.gov.it

Passo 2 — Nel menu principale, seleziona “Nomenclature”

Passo 3 — Clicca su “TARIC” → poi su “Indice TARIC”

Passo 4 — Sfoglia le 21 sezioni oppure usa la barra di ricerca per cercare la tua merce per parola chiave (es. “scarpe”, “olio”, “macchina”)

Passo 5 — Individua la sezione e il capitolo pertinente alla tua merce

Passo 6 — Espandi le voci e sotto-voci fino a trovare quella che descrive esattamente il tuo prodotto

Passo 7 — Clicca sul codice per visualizzare tutte le misure applicabili: dazi, IVA, accise, restrizioni, contingenti

⚠️ Attenzione: AIDA mostra i dati aggiornati in tempo reale. Se non sei sicuro della classificazione, consulta un doganalista o uno spedizioniere doganale prima di compilare la documentazione.

Alternativa: la ricerca per parola chiave

Sul portale AIDA puoi anche cercare il codice per descrizione testuale. Inserisci il nome del prodotto in italiano (es. “scarpe in pelle”) e il sistema propone le voci corrispondenti. È utile come punto di partenza, ma la classificazione definitiva va sempre verificata nella struttura gerarchica del TARIC.


Come trovare il codice TARIC sul portale europeo DDS2 {#dds2}

Il portale DDS2 della Commissione Europea (ec.europa.eu/taxation_customs/dds2/taric) è il database centrale UE. Rispetto ad AIDA:

  • mostra le misure tariffarie comuni a livello europeo
  • è disponibile in tutte le lingue UE, incluso l’italiano
  • non mostra le specifiche fiscali nazionali (IVA italiana, accise)

Quando usare DDS2: se vuoi verificare le misure tariffarie EU applicabili alla tua merce indipendentemente dal Paese UE di partenza, o se cerchi informazioni su dazi antidumping e contingenti tariffari.

Quando usare AIDA: se spedisci dall’Italia e vuoi avere il quadro completo con IVA e accise incluse.


Esempi pratici: codici TARIC per prodotti italiani comuni

Ecco alcuni codici TARIC frequentemente utilizzati per prodotti italiani esportati all’estero. Usali solo come punto di partenza: la classificazione definitiva dipende sempre dalle caratteristiche specifiche del tuo prodotto.

ProdottoCodice TARIC (indicativo)Note
Pasta di semola di grano duro (secca, non farcita)1902.11.00.00Categoria cereali trasformati
Olio extravergine di oliva1509.10.10.00Varia in base a acidità e confezione
Vino fermo in bottiglia (< 2 litri)2204.21.93.00Varia per denominazione e volume
Scarpe in pelle (donna, con tacco > 3 cm)6403.51.05.10Varia per materiale e tipo di suola
Abbigliamento in cotone (T-shirt uomo)6109.10.00.10Varia per materiale e genere
Computer portatile (peso ≤ 10 kg)8471.30.00.00Standard per laptop
Occhiali da sole9004.10.18.00Varia per tipo di montatura
Ceramica da tavola (piatti, tazze)6911.10.00.00Varia per tipo di porcellana

⚠️ Importante: questi codici sono indicativi. La classificazione TARIC corretta richiede l’analisi delle caratteristiche specifiche della merce (materiale, funzione, destinazione d’uso, peso, lavorazione). In caso di dubbio, consulta sempre un doganalista.


Quando serve il codice TARIC nelle spedizioni

Il codice TARIC non serve per le spedizioni all’interno dell’Unione Europea: le merci circolano liberamente tra gli Stati membri senza formalità doganali.

Diventa obbligatorio nei seguenti casi:

✅ Export dall’Italia verso Paesi extra-UE

Ogni volta che spedisci un pacco fuori dall’UE (Australia, USA, Giappone, UK post-Brexit, Svizzera, ecc.) devi indicare il codice TARIC sulla fattura proforma o commerciale e nella dichiarazione doganale di esportazione. Senza questo dato, la dogana può bloccare la spedizione o richiedere integrazioni.

✅ Import in Italia da Paesi extra-UE

Se ricevi merce dall’estero (es. acquisti da fornitori asiatici), il codice TARIC determina i dazi che pagherai all’ingresso in Italia/UE.

✅ Dichiarazioni Intrastat (con codice NC)

Per gli scambi intra-UE di valore rilevante, le aziende devono presentare le dichiarazioni Intrastat, che richiedono il codice NC (8 cifre), che è la base del TARIC.

❌ Non serve per spedizioni intra-UE

Se spedisci da Milano a Berlino o da Roma a Madrid, non devi compilare documenti doganali e il TARIC non è necessario.


Errori frequenti nella classificazione TARIC

Questi sono gli errori più comuni che causano blocchi doganali, sanzioni o pagamento di dazi errati:

ErroreConseguenzaCome evitarlo
Usare solo 8 cifre (NC) invece di 10 (TARIC)Dichiarazione doganale incompleta, possibile rigettoVerifica sempre le 10 cifre su AIDA o DDS2
Copiare il codice da fatture precedenti senza verificareIl TARIC si aggiorna ogni anno: il codice potrebbe essere cambiatoConsulta AIDA per ogni nuova spedizione
Classificare la merce in modo troppo genericoDazi errati, possibile contestazioneAnalizza le caratteristiche specifiche del prodotto
Non verificare se esistono dazi antidumpingCosti imprevisti per il destinatarioControlla sempre la scheda merce su AIDA o DDS2
Inserire “00” alle ultime due cifre senza verificaPossibile errore se esistono sotto-voci specificheNon assumere mai che le ultime 2 cifre siano “00”
Usare il codice HS del Paese di destinazioneCodici diversi tra UE e Paesi terziPer la dichiarazione italiana, usa sempre TARIC/NC

Chi è responsabile del codice TARIC?

La responsabilità della classificazione corretta spetta a chi firma la dichiarazione doganale:

Esportatori e importatori sono i soggetti direttamente responsabili. Se il codice TARIC è sbagliato sulla fattura o sulla dichiarazione doganale, sono loro a rispondere di eventuali sanzioni o dazi non pagati.

Spedizionieri e intermediari doganali possono supportare nella classificazione, ma la responsabilità finale rimane sempre in capo al titolare della merce.

Con SpedizioneComoda, durante il processo di prenotazione ti guidiamo nella compilazione della documentazione doganale — fattura proforma, dichiarazione di libera esportazione e inserimento del codice TARIC — riducendo il rischio di errori che possono bloccare la tua spedizione.

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Il TARIC si aggiorna: cosa sapere

Il codice TARIC non è statico. È soggetto a due tipi di aggiornamento:

Aggiornamento strutturale annuale (1° gennaio)

Ogni anno, al 1° gennaio, la Nomenclatura Combinata viene revisionata. Alcune voci vengono create, altre soppresse, altre modificate nella descrizione. Questo significa che un codice valido nel 2024 potrebbe non essere corretto nel 2025.

Cosa fare: per spedizioni ricorrenti dello stesso prodotto, verifica il codice almeno una volta all’anno su AIDA, soprattutto a inizio anno.

Aggiornamenti in tempo reale

Le misure tariffarie (dazi antidumping, contingenti, sospensioni) vengono aggiornate continuamente sui portali ufficiali. In periodi di tensioni commerciali internazionali (es. dazi USA-UE), le variazioni possono essere frequenti e significative.

FAQ – Domande frequenti sul codice TARIC

Cos’è il codice TARIC e a cosa serve?

Il codice TARIC è un numero di 10 cifre usato dall’Unione Europea per classificare le merci negli scambi con Paesi extra-UE. Serve a determinare i dazi doganali applicabili, le eventuali restrizioni e gli obblighi normativi per ogni categoria di prodotto.

Il codice TARIC è obbligatorio per tutte le spedizioni internazionali?

È obbligatorio solo per le spedizioni verso Paesi extra-UE (fuori dall’Unione Europea). Per spedizioni all’interno dell’UE non è richiesto, poiché le merci circolano liberamente senza formalità doganali.

Dove trovo il codice TARIC del mio prodotto?

Lo strumento ufficiale italiano è il portale AIDA dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (aidaonline7.adm.gov.it). In alternativa, puoi usare il portale DDS2 della Commissione Europea. Entrambi sono gratuiti e accessibili online.

Cosa succede se inserisco un codice TARIC sbagliato?

Il rischio è duplice: o paghi dazi più alti del necessario, oppure paghi meno del dovuto e rischi sanzioni doganali. In entrambi i casi, la spedizione può essere bloccata per accertamenti. Una classificazione errata può comportare anche la restituzione delle merci al mittente a spese del destinatario.

Quante cifre ha il codice TARIC?

10 cifre in totale: le prime 6 derivano dal Sistema Armonizzato (standard internazionale), le cifre 7-8 formano la Nomenclatura Combinata UE, le cifre 9-10 sono le sotto-voci TARIC specifiche.

Il codice TARIC è uguale in tutti i Paesi?

No. Le prime 6 cifre (Sistema Armonizzato) sono uniformi in oltre 200 Paesi. Le cifre successive (7-10) sono specifiche dell’UE. Il Paese di destinazione utilizzerà il proprio sistema di classificazione doganale per gestire l’importazione.

Con quale frequenza si aggiorna il codice TARIC?

La struttura base (Nomenclatura Combinata) si aggiorna ogni 1° gennaio. Le misure tariffarie (dazi, contingenti, restrizioni) vengono aggiornate in tempo reale sui portali ufficiali. È sempre consigliabile verificare il codice prima di ogni spedizione importante.

Ho bisogno di un doganalista per trovare il codice TARIC?

Per prodotti semplici e ben identificabili (es. abbigliamento, elettronica consumer, alimenti confezionati) puoi trovare il codice in autonomia su AIDA o DDS2. Per prodotti complessi, compositi, con lavorazioni particolari o soggetti a normative speciali, il supporto di un doganalista è fortemente consigliato.

Qual è la differenza tra codice TARIC e codice HS?

Il codice HS (Harmonized System) è internazionale e si compone di 6 cifre. Il TARIC è europeo e si compone di 10 cifre: include il codice HS come base, aggiungendo le specificità dell’UE nelle ultime 4 cifre.

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